Giallo come l’oro, iniziativa del comune di Campofelice di Fitalia a Palermo: incontro con la cultura del mondo del grano

di DOMENICO GAMBINO – Promossa dal comune di Campofelice di Fitalia nell’ambito delle iniziative “Palermo 2018 – Capitale italiana della cultura”, si svolgerà il prossimo venerdì 22 giugno con inizio alle ore 17,00 nella chiesa e nel chiostro del monastero di san Domenico a Palermo, una singolare manifestazione “Giallo come l’oro – incontro con la cultura del mondo del grano”. L’evento viene patrocinato la Città Metropolitana di Palermo che intende dare rilevanza a questo anno speciale del capoluogo siciliano coinvolgendo le comunità locali e in collaborazione con l’Associazione Culturale “Museo del grano e della civiltà contadina siciliana” di Campofelice di Fitalia.

In programma la proiezione di un documentario sul paese dell’entroterra palermitano; una conferenza su “Il grano in Sicilia e il caso di Campofelice” con interventi di Leoluca Orlando, sindaco della Città Metropolitana di Palermo; Pietro Aldegheri, sindaco di Campofelice di Fitalia; Giuseppe Oddo, storico e studioso di cultura del territorio; Domenico Gambino, storico di Campofelice e presidente dell’A. C. “Museo del grano…”; Padre Fra Sergio Catalano priore della comunità della chiesa. A coordinare il dibattito sarà il giornalista Rino Canzoneri. A seguire in un ambiente interno l’inaugurazione di una mostra fotografica dal titolo “Là, dove il grano germoglia – Campofelice di Fitalia” a cura dell’arch. Domenico Gambino e nel chiostro del convento la degustazione di vari prodotti tipici del paese promotore (pani cunzatu con olio di oliva, olive nere, cuddiruna, salsiccia asciutta, formaggi, dolci cucciddata e mammelle, la cuccìa condita con ricotta; sarà pure distribuita a zabbinata) e animazione di canti della tradizione siciliana a cura del gruppo AUSER “L. Sciascia” di Palermo.

La scelta della chiesa di san Domenico, pantheon degli uomini illustri siciliani, è dovuta al fatto che il luogo di culto si lega alla storia di Campofelice di Fitalia per la presenza dei monumenti commemorativi di due donne che furono principesse di Fitalia: Maria Felice Di Napoli (N.1799 – M. 1837) moglie di Girolamo Settimo fondatore di Campofelice e Annetta Turrisi Colonna (N. 1821 – M. 1848) moglie di Pietro Settimo altro principe di Fitalia.

Campofelice di Fitalia, piccolo comune dell’entroterra palermitano, è identificato quale “Paese del grano”. Una denominazione che sancisce l’antico legame che esiste tra la popolazione e la vocazione agricola del suo vasto territorio. Una estesa area che vede il paese circondato da una copiosa vegetazione (alberi da frutta, olivo, vigne, otricelli e piccole aree boschive). Oltre questo perimetro, dove trova spazio la pastorizia, il territorio è coltivato prevalentemente a cereali, in esso hanno sede moderne aziende agricole.

Paese di nuova fondazione, Campofelice nasce nel 1811 per iniziativa di Girolamo Settimo con l’obiettivo di incrementare la produzione cerealicola del suo fertile territorio, cui fa riferimento la denominazione della località, composta da “campo” e “felice”, ovvero “terra fertile” con l’appositivo Fitalia, toponimo di origine greco-bizantina che assume lo stesso significato.

            Per quel rapporto di reciproca influenza che si è sempre creato tra l’uomo e il territorio insediato, di conseguenza, la vocazione cerealicola ha fissato l’identità della popolazione campofelicese. La vita della comunità, difatti, è stata da sempre scandita dal ciclo annuale del grano. Una peculiarità che ha contribuito sostanzialmente al formarsi dell’identità della comunità arricchita da una cultura popolare con propri linguaggi, modi di dire, proverbi e tradizioni.

Nello stesso modo si è definita la cultura alimentare che vanta vari prodotti tipici derivati dal grano come i cuddiruna (tipica pizza locale) e la produzione dolciaria (savoiardi, tetù, cucciddata ripieni dal cosiddetto chinu di fichi o mandorle, i formaggi pecorino e caciocavallo, la ricotta fresca o asciutta e salata, la salsiccia fresca e asciutta e varie pietanze.

Il paese mostra un ambiente gradevole e tranquillo proprio di una comunità rurale, unico per le dimensioni del suo centro abitato, dove la vita continua, per vari aspetti, ad essere scandita dal ciclo annuale del grano.

Caratteristiche che ci riportano ancora all’identificazione “Paese del grano”. Definizione che nel percorso della rivalutazione della propria identità, viene riempita di contenuti con la nascita del “Museo del grano e della civiltà contadina siciliana” e ancora di un Museo civico etnoantropologico orientato a documentare i tradizionali mestieri locali. Una rara bottega di fabbro ferraio con tutti gli attrezzi del mestiere viene mostrata con orgoglio dai proprietari ai visitatori. Annualmente nel periodo estivo si svolgono manifestazioni legate al grano. 

            L’Amministrazione Comunale di Campofelice di Fitalia, cogliendo l’opportunità offerta dalla Citta Metropolitana di Palermo, per l’attuazione del progetto “Palermo 2018 – Capitale italiana della Cultura”, con questo evento culturale, finalizzato all’incontro della cultura contadina con la cultura urbana palermitana legata a tradizioni marinare, mira alla valorizzazione della propria identità storico-culturale con l’obiettivo di promuovere i prodotti tipici e incoraggiare il turismo rurale nel territorio comunale. È sottinteso, naturalmente, l’esortazione a vivere momenti di vita agreste alla scoperta di sapori unici spesso sconosciuti da chi rimane in città e non si è mai recato in una piccola località come quella di Campofelice di Fitalia. 

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